Pagina 1 di 1

Invictus, o l'elogio della leadership politica

MessaggioInviato: dom feb 28, 2010 9:37 am
di evey hammond
Se dovessi consigliare un film a un politico italiano non avrei alcuna esitazioni nel raccomandare Invictus, l'ultimo film di Clint Eastwood. Penserete che la mia scelta è nobilmente supportata dal rilievo e statura di Nelson Mandela, dall'importanza della storia del Sud Africa e del suo primo presidente di colore. No, non si tratta di questo. Consiglierei Invictus perché è un film sulla leadership politica, un inno alla figura del leader inteso nel senso più alto ed efficiente del termine. Eastwood traccia i segni della figura di Mandela mettendo in risalto tre virtù fondamentali del leader autentico. La prima: la capacità e l'intelligenza di scegliere una battaglia e di portarla avanti, in maniera esplicita, fino alla fine. Il leader è colui che riesce a catalizzare e convergere il consenso su se stesso mostrando la bontà e l'importanza della propria causa. La seconda: la maestria dello scompigliare le carte, dell'essere imprevedibile. All'inizio del film, Morgan Freeman/Mandela compare all'improvviso a una assemblea del direttivo che intende votare all'unanimità una mozione a sfavore della comunità bianca sudafricana. In quella situazione, l'argomento su cui Freeman/Mandela impernia il suo intervento contro la mozione è quello di “fare ciò che loro (i bianchi) non si aspettano da noi”. Ovvero, scompigliare le carte. Il vero politico è quello che riesca a muoversi oltre le ideologie e cavalcare l'imprevedibilità, sfugge alle classificazioni e riesce così ad essere trasversale. Il vero leader non si lascia trasportare dalla contingenza, ma riesce a dominarla, a tenerla a bada. La terza virtù, infine, è la capacità di rischiare. Fin dai tempi della Grecia Antica e di Machiavelli, il coraggio è stato considerato la virtù politica per eccellenza e il saper rischiare, nel senso di mettersi in gioco per la causa, è – come ci mostra Eastwood nel suo film- vincente. La fortuna premia chi rischia, come dice Machiavelli, e con essa il Principe non deve intrattenere una relazione passiva, non deve cioè assecondarla, ma domarla. Il leader non deve seguire coloro che accordano il loro consenso, ma deve guidarli, il leader non si muove sulla base dell'opinione pubblica dominante, ma crea l'opinione pubblica.
Il maestro ideale del Principe è, per Machiavelli, il centauro Chirone, il quale ha insegnato ad Achille le “arti del tocco”, l'astuzia del combattimento e della seduzione, fondamentali per la virtù politica. Non credo Eastwood possa essere considerato un moderno Chirone, ma sicuramente ha molto da insegnare ai politici di oggi.

Re: Invictus, o l'elogio della leadership politica

MessaggioInviato: gio mar 04, 2010 8:54 am
di Roberta
Non solo insegnamento di leadership, non solo quel che il leader dovrebbe essere, ma la forza del leader: raccogliere consenso attorno alle fedi, unire i diversi con le stesse passioni. La via delle passioni per arrivare alla cittadinza condivida... Oggi siamo spettatori piuttosto di un offuscamento dell'idea stessa di cittadinanza, alimentate le divisioni dividendo le passioni...